Agli alunni, ai genitori e al personale della scuola.

In questo periodo di mestizia in cui tutto si percepisce come precario, in questo momento di smarrimento e di solitudine in cui abbiamo riscoperto le nostre fragilità umane, mi sento in dovere di volgere a tutti voi un augurio e un invito alla speranza.

Il luogo fisico scuola, che dava senso alla nostra esistenza, ci manca. Docenti, personale, compagni sono parte della nostra vita e non incontrarli ci crea spaesamento. I ritmi, la routine, gli impegni su cui si articolava la nostra giornata scolastica ci rassicuravano ed ora ci troviamo costretti a subire un tempo non strutturato, degli spazi limitati e delle relazioni sociali circoscritte.

Agli alunni: spero, naturalmente, che vi stiate applicando e stiate continuando a studiare grammatica, geometria, aritmetica… e tutti i contenuti previsti dal vostro percorso di studi. Oltre questo, senza volerlo, sono certa che stiate imparando qualcosa che non troverete mai sui libri, partecipando ad una “lezione” più difficile del solito, affrontando il compito di realtà più arduo che la vita potesse destinarci: state imparando ad affrontare le difficoltà impreviste, a rinunciare alla libertà di movimento e alle relazioni sociali, per il bene di tutti. State imparando il rispetto per voi stessi e per gli altri, adattandovi alle nuove regole e rimanendo a casa. State imparando i valori dell’attesa e della speranza. State imparando cosa conta davvero, lasciandovi alle spalle la smania di onnipotenza e le false certezze che insuperbiscono i leggeri. State imparando il confronto con la noia e con il silenzio. State imparando ad accontentarvi di quello che si ha in casa: abiti, giocattoli, cibo… State apprezzando ciò che probabilmente prima davate per scontato: le mura entro cui vi riparate, la vicinanza della famiglia in cui vi rifugiate per la tranquillità dell’animo, gli oggetti d’uso quotidiano su cui finora mai avevate posto troppa attenzione, ma che sembrano adesso fondamentali (libri, pc, telefoni, tv…). State imparando che ogni uomo è parte di un’unica grande famiglia che soffre e che spera, al di là di confini geografici, razze e costumi.

Ai genitori: si è creato, questa volta tacitamente e inconsapevolmente, un nuovo “Patto di corresponsabilità” tra famiglia e scuola: un tacito accordo, più impegnativo che mai, per cui ognuno sta facendo la propria parte, al limite delle forze. Tante sono quotidianamente le manifestazioni di solidarietà, fiducia reciproca, responsabilità, per uscire da questo momento di crisi. Senza la collaborazione tutto sarebbe più difficile. Insieme a noi state costruendo un futuro in cui i cittadini del mondo siano capaci di superare le ansie e le critiche sterili, collaborando, comprendendosi e unendosi per salvarsi insieme.

Ai docenti, impegnati con grande senso di responsabilità a sostenere i propri alunni in questo nuovo e inaspettato “tratto di strada”: il vostro contributo è oggi più che mai una dimostrazione di enorme rilevanza etica e sociale, che inorgoglisce il mio senso di appartenenza ad una istituzione scolastica che si conferma comunità educante al servizio del bene più prezioso che ci è stato affidato.

Al Direttore S.G.A. e al personale Ata, questa volta più che mai schierati in prima linea: a voi, che più di tutti state mettendo a repentaglio le vostre vite affinché le attività indifferibili vengano garantite e la “macchina amministrativa” non si arresti, va la gratitudine dell’intera comunità scolastica.

A voi tutti il mio augurio più sincero: che ognuno continui a fare la sua parte affinché ci si possa presto riabbracciare, con spirito rinnovato ed entusiasta.

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